La politica

Umberto Bossi

Bossi attacca Marini ed è di nuovo nella bufera

di Giuliana Palieri

03-09-2007

ROMA. Dai fucili al morto il passo di Bossi é stato breve: il Senatur, ospite di Telepadania, per attaccare l'ipotesi di un governo istituzionale, magari guidato da Franco Marini così come aveva ventilato Mastella alla festa di Telese, ha sparato proprio contro il presidente del Senato: "E' meglio stare lontano dai morti, i cadaveri portano a fondo", ha sibilato.

In men che non si dica tutta la maggioranza è scesa in pista per fare quadrato attorno al presidente del Senato, solidarizzando con lui per le parole "vili, volgari, gravi, insopportabili" pronunciate da Bossi, invitato a rettificare e a chiedere scusa. Si è fatto sentire anche Fausto Bertinotti che ha mandato a dire al leader leghista di non coinvolgere le istituzioni nella polemica politica. E da Palazzo Chigi è trapelata "amarezza" per il livello basso che ha toccato il dibattito politico. Con l'occasione Prodi ha fatto suo, rilanciandolo, l'appello di Napolitano ad abbassare i toni. Anche Walter Veltroni ha condannato quelle parole "vili e inaccettabili". "Gli insulti vergognosi nei confronti di Marini - ha detto il sindaco di Roma - sono l'ennesimo segnale del degrado politico e della totale mancanza di senso delle istituzioni a cui purtroppo, da tempo, il leader della Lega ha abituato il nostro Paese".

Dal centrosinistra sono salite molte voci per chiedere alla Cdl una netta presa di distanza da Bossi. E Pierluigi Castagnetti ha chiamato direttamente in causa Berlusconi perché "censuri, senza furbizie lessicali", il leader della Lega. Anche Marco Follini si è fatto sentire invitando Berlusconi e Fini a smarcarsi dal "ruspante" alleato. Ma l'opposizione si é rinchiusa in un silenzio imbarazzato. Con l'eccezione di Gianfranco Rotondi: Marini - ha detto il leader della Dca, rappresenta "una risorsa preziosa per la Repubblica" ed è apprezzato da tutti.

All'aggressione verbale del Senatur si è immediatamente ribellato Fausto Bertinotti che ha preso carta e penna per una vigorosa tirata d'orecchie a Bossi: "Non c'é bisogno, per essere contro il Governo istituzionale - ha detto il presidente della Camera - di voler far passare per cadaveri personalità politiche ben vive e vegete, tanto più quando queste rappresentano degnamente le Istituzioni". "Parole incommentabili, rettifichi e chiesa scusa", è insorta Anna Finocchiaro presidente dei senatori dell'Ulivo. Le ha fatto eco Dario Franceschini: "Parole vili e vergognose".

Espressioni "inaccettabili" anche per Rosy Bindi: il rispetto, anche quando non si condividono scelte politiche - ha detto - non deve mai venir meno. E Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori dell'Ulivo, ha bollato come "linguaggio da camicie nere" quello adottato da Bossi, che deve "smentire al più presto l'espressione volgare e violenta".

Per Antonello Soro, coordinatore della Margherita, poi, "suscitano sconcerto e preoccupazione le deliranti e reiterate espressioni di Umberto Bossi, sempre più informate ad una pericolosa e non sottovalutabile cifra di estremismo verbale e politico". "Siamo all'ennesima sparata del segretario leghista", dice pure il Dl Roberto Giachetti che condanna le parole "oltraggiose" rivolte alla seconda carica dello Stato. "Bossi non è mai stato un gentleman inglese - ha osservato Silvana Mura di Idv - ma sembra che questa estate si sia prefisso l'obiettivo di superare ogni frontiera del cattivo gusto". Il fatto è - ha chiosato Roberto Villetti (Rnp) - che non ha una politica e le "spara sempre più grosse per avere un risalto mediatico".

 

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