La politica

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella

Sicurezza. Custodia cautelare, si cambia.

di Giovanni Plebisciti

03-09-2007

ROMA. Giro di vite sulla custodia cautelare, così da evitare il rischio delle cosiddette 'scarcerazioni facili', vale a dire il pericolo che il criminale catturato dalle forze di polizia per reati di diffuso allarme sociale, come ad esempio il furto o la rapina, torni in libertà prima del processo; stretta sulle misure patrimoniali con l'ipotesi di rendere automatici il sequestro e la confisca dei beni nel caso dei reati di mafia.

In vista del tavolo di oggi, a palazzo Chigi, sulla sicurezza, anche il ministro della Giustizia ha dato incarico ai suoi uffici tecnici di studiare alcune ipotesi che potrebbero tradursi in un ddl. Come annunciato alla festa dell'Udeur dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, gli uffici di via Arenula hanno predisposto un pacchetto di proposte per definire le misure che consentano la certezza della pena. "Perché è vero, la libertà va garantita e tutelata - ha detto in quell'occasione il Guardasigilli - ma ci deve essere la certezza della pena per garantire la sicurezza dei cittadini".

Al tavolo convocato dal premier Prodi, al quale oltre a Mastella parteciperanno anche i ministri dell'Interno Giuliano Amato e Difesa Arturo Parisi, si discuterà dunque la strategia da mettere in campo nella lotta alla grande criminalità - che la strage di Ferragosto a Duisburg ha mostrato in tutta la sua forza - ma anche e soprattutto alla piccola delinquenza, quella che genera negli italiani una forte sensazione di insicurezza e nei confronti della quale i cittadini chiedono la massima fermezza da parte dello Stato, come ha dimostrato il consenso raccolto dall'ordinanza del sindaco di Firenze sui lavavetri.

"L'incontro era in agenda da tempo - sottolinea non a caso palazzo Chigi - ma questo non toglie che l'attualità abbia reso l'appuntamento ancora più stringente". E l'obiettivo, chiarisce il governo, è proprio quello di "ragionare su come dare forma organica ai provvedimenti che abbiano incidenza sul territorio". La riunione sarà quindi l'occasione per parlare di sicurezza a 360 gradi, facendo il punto sulle iniziative da attuare per coordinare gli interventi relativi al rispetto della legalità. Entro settembre il governo presenterà un disegno di legge in cui dovrebbero confluire le proposte di via Arenula per garantire la certezza della pena e quelle del Viminale per un miglior coordinamento delle iniziative di contrasto. Ddl che, secondo Mastella, sarà un banco di prova per il governo, per trovare una unanime "linea di condotta" sul tema della criminalità.

L'obiettivo del disegno di legge è anche quello di fornire un quadro di riferimento nazionale per gli interventi sulla legalità. Da un lato quindi le norme serviranno a garantire ai comuni la piena autonomia decisionale; e, anzi, si punterà a valorizzarne il lavoro. Dall'altro a fare in modo che risulti più difficile, se non impossibile, per le attività illegali 'spostarsi' sul territorio a seconda delle risposte dei comuni. Proprio ieri il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, è tornato a chiedere "maggiori poteri ai sindaci", spezzando una lancia anche a favore dei poteri commissariali per i primi cittadini per assicurare interventi tempestivi. Il discorso sulla criminalità e sulla sicurezza va comunque affrontato, secondo Mastella, "senza demagogie" dettate dalle contingenze. Un punto sul quale, secondo indiscrezioni, convergerebbe anche il ministro Parisi.

Il titolare della Difesa sarebbe infatti per una linea "ferma e coerente" ma allo stesso tempo "non emotiva e frutto di contingenze" guidata da "facili consensi".  Perché, ed è questo un punto cui il ministro della Difesa tiene molto e che già in diverse occasioni ha avuto modo di sottolineare, per ottenere risultati concreti non bastano le norme ma serve una cultura delle difesa e della sicurezza.

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