Economia

Allarme Carovita in Italia. Inflazione alle stelle. Aumenta il prezzo di pane e pasta

di Antonio Pennacchioni

31-10-2007

ROMA. Pane, pasta, carburanti e bollette di luce e gas accendono i prezzi al consumo. E provocano una guerra di cifre tra commercianti e consumatori. Ogni famiglia spenderà circa 400 euro in più all'anno a causa del balzo dell'inflazione che ad ottobre ha raggiunto il 2,1% dall'1,7% di settembre con un aumento mensile pari allo 0,4% (il più alto da 12 anni a questa parte).
Adoc, Adusbef, Coda-cons e Federconsumatori denunciano rincari a tutto campo: "È una vera e propria stangata. Il governo deve intervenire immediatamente con controlli a tappeto dei prezzi". Ma le organizzazioni di categoria frenano. La Confcom-mercio giudica il dato "largamente prevedibile" a causa di fattori strutturali come l'aumento del prezzo dell'energia, degli alimentari e della produzione e non condivide "la lettura allarmistica" del quadro d'insieme. Su cui il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani rassicura. "L'attuale spinta registrata a livello europeo è preoccupante. L'Italia resiste grazie al solo contributo dei settori toccati dalle liberalizzazioni". In dettaglio rincari di pane e pasta (rispettivamente +10% e +6,5%) hanno contagiato gli altri alimentari. Dal pollame al latte passando per la frutta tutti i prodotti costano di più. La Federalimentare denuncia "una rapida e improvvisa crescita dei prezzi alla produzione di alcuni compar-ti" mentre la Coldiretti scarica ogni accusa sugli aumenti artificiosi che scattano nel passaggio dal campo alla tavola.
Ma intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo, affidato ai pm Nello Rossi e Stefano Pesci, ipotizzando il reato di manovra speculativa sui prezzi di pane e pasta. In precedenza l'Antitrust aveva avviato un'istruttoria sul caso a cui si richiama il leader della Cgil Guglielmo Epifani con l'invito "a fare attenzione a nuove ondate speculative". Ma sul portafoglio degli italiani pesano di più anche carburanti, riscaldamento e luce a causa dell'impenna-ta del petrolio che brucia un primato dopo l'altro sui mercati internazionali. È più salato il pieno di benzina (+6,9%) e gasolio (+7,2%) oltre alle tariffe di luce e gas per cui si prevedono ulteriori aumenti del 2,4% e del 2,8% a partire dal 1° gennaio prossimo. Con i prezzi del barile ai livelli attuali, ogni famiglia dovrà mettere in conto bollette più care di 36 euro all'anno.
Ma dall'Istat arrivano anche buone nuove. Ad agosto l'occupazione è cresciuta dello 0,4% nelle grandi imprese. Bene anche il comparto servizi (+1% rispetto all'anno scorso e +0,1% rispetto a luglio 2007). Le retribuzioni, invece, sono salite del 3,3% nell'industria e dello 0,9% nei servizi. Quanto alle prospettive l'Isae vede l'inflazione "in forte ripresa" tanto da poter registrare un nuovo aumento nel periodo novembre-dicembre. Timori maggiori in Eurolandia dove, secondo la stima di Eurostat, il carovita è salito in ottobre al 2,6%, contro il 2,1% di settembre e l'1,7% di agosto.

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