Economia

Finanziaria oggi al Senato. Padoa-Schioppa rassicura sui conti

di Chiara Scalise

04-11-2007

ROMA. Unione di nuovo alla conta nell'Aula di Palazzo Madama. Oggi pomeriggio inizia la partita della finanziaria e subito la maggioranza dovrà dare prova di compattezza. Annunciato il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, potrebbero aggiungersi anche quelli sulla questione sospensiva e sulla richiesta di non passare all'esame degli articoli: una serie di escamotage tecnici che il centrodestra ha utilizzato spesso per cercare di sbarrare la strada ai provvedimenti.
Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa fa il suo mestiere e rassicura sui conti: tutto in ordine, le coperture ci sono. E non manca una stoccata all'opposizione: "Credo - dice - facciano dell'allarmismo ingiustificato". Il riferimento è generico, fatto sta che proprio la notte del via libera in commissione la Cdl ha abbandonato i lavori in polemica con la copertura trovata per l'abolizione dei ticket sanitari. Risultato: la maggioranza la manovra l'ha votata da sola.
La prova è di quelle difficili, anche a causa del gran parlare che si è fatto in questi giorni di una possibile spallata all'Esecutivo. Ma nessuno usa la parola preoccupazione, al massimo "attenzione". Si dice attento infatti il titolare del Tesoro, e lo è anche il presidente del Consiglio Romano Prodi. Attento e fiducioso, così lo descrivono i parlamentari della maggioranza che gli hanno parlato.
Il premier in questi giorni ha tessuto la tela dei contatti con la maggioranza ma in particolare con la pattuglia dei senatori riottosi, nel tentativo di serrare le fila ancora una volta. Ma oggi, al calcio d'avvio, non è detto che scelga alla fine di essere presente in Aula: il rischio è che la tensione possa salire. Comunque sia, il Professore non sembra preoccupato per le voci che davano per certo uno showdown del governo.
Una tranquillità che non vuol dire che non abbia pensieri: tra questi - sempre secondo quanto riferiscono ambienti parlamentari - l'interrogativo più grande riguarda il capitolo sulla sanatoria dei precari. Un tema caro alla sinistra dell'Unione ma che certo non ha trovato le porte sbarrate in casa Pd, rendendo così il no dei diniani una posizione piuttosto isolata. Vero è che alla fine tutto potrebbe risolversi con "qualche aggiustamento", come spiega il relatore alla manovra Giovanni Legnini.
Superata la prova di oggi, il nuovo scoglio non dovrebbe arrivare prima di mercoledì pomeriggio o giovedì mattina. C'é infatti la discussione generale e poi occorre un po' di tempo alla commissione Affari costituzionali del Senato per affrontare l'emergenza sicurezza. Una nuova partita, quest'ultima, che potrebbe complicare ulteriormente il quadro a Palazzo Madama con il rischio che i mal di pancia della sinistra si riversino sulla manovra. E allora la sfida con il pallottoliere diventerebbe davvero difficile da vincere. Senatori a vita a parte, i due indipendenti, Ferdinando Rossi e Franco Turigliatto, non sembrano molto contenti; il secondo, ex Prc, è addirittura molto più vicino a votare no alla manovra che sì. Anche in caso di fiducia, assicura.
Blindare il voto resta ovviamente una possibilità. Bisognerà però pesare bene pro e contro, si continua a insistere in ambienti di governo. Prima occorre vedere le ‘carte' dell'Aula e poi si potrà scegliere che mano giocare.
Certo non ci sarebbe niente di male a blindare il voto, ribadiscono da giorni governo e maggioranza. "Spero di no - afferma Padoa-Schioppa - e dipende dall'opposizione. Ma la fiducia è uno strumento previsto dalla Costituzione".

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