Economia

Citigroup. Forte taglio degli Utili

06-11-2007

NEW YORK. Charles "Chuck" Prince lascia la guida di Citigroup con compensi per 158,3 milioni di dollari, ma i titoli della banca newyorkese cedono altro terreno a Wall Street, accusando perdite del 5%, sotto i colpi dei downgrade da parte di agenzie di rating e case d'investimento, e dell'ammissione da parte dell'istituto che l'effetto dei mutui 'subprimè causerà ulteriori perdite miliardarie. L'ipotesi che si affaccia, minacciosa, è lo spezzatino delle attività, anche in funzione delle maxi perdite che si profilano all'orizzonte. "Mi auguro - rileva William Fritzpatrick, analista di Johnson Asset Management - che il prossimo numero uno cominci a cedere asset. La sostituzione di Prince non può essere la risposta ai problemi".
All'indomani della lunga riunione straordinaria del board che ha portato a misure d'emergenza, con l'arrivo di Robert Rubin alla presidenza e di Win Bischoff alla carica di amministratore delegato ad interim, la prima conglomerata finanziaria degli Usa prova a impostare una strategia capace di traghettare il gruppo fuori dalla peggiore crisi dei suoi quasi 200 anni di vita.
Citigroup è un gigante con 2.400 miliardi di asset, presente in oltre 100 paesi e con oltre 300mila dipendenti, che è banca commerciale, casa di brokeraggio, investment bank e player nelle carte di credito: una sorta di "supermercato dei servizi finanziari", in base alla definizione di Sanford Weill, il banchiere autore della trasformazione di Citicorp in Citigroup. Weill, che ha lasciato il gruppo nel 2006, si è detto disponibile a collaborare con il Board, negando di voler tornare al comando.
"Cerchiamo un candidato che possa gestire grandi numeri e che abbia una visione globale del business", dice Rubin in conference call, che in passato ha criticato la universalità delle attività del gruppo e che ora dovrà tirare le fila di un passaggio molto delicato per il futuro del gruppo. Il Board ha affidato a Bischoff, presidente della divisione europea la gestione, ma ha provveduto alla costituzione, scegliendo al proprio interno, di un comitato di cui fanno parte l'ex segretario al Tesoro dell'Amministrazione Clinton, Alain Belda (numero uno del colosso dell'alluminio Alcoa), Richard Parsons (capo di Time Warner) e Franklin Thomas, per individuare un nuovo capo azienda.
Laurence Fink, attualmente al timone di BlackRock, è uno dei candidati più gettonati, ma ha ricevuto un'analoga offerta da Merrill Lynch, che ha perso Stanley O'Neil, sempre scontando la crisi dei mutui subprime. Robert Druskin, direttore operativo della banca, Vikram Pandit, promosso da Prince a capo delle unità di investment banking e John Thain, numero uno di Nyse Euronext, sono i nomi più gettonati.
Nel frattempo, Citigroup ha corretto al ribasso gli utili del terzo trimestre, portandoli a 2,21 miliardi dai precedenti 2,38 miliardi di dollari, oltre ad aver anticipato il "significativo" calo di valore dei circa 55 miliardi di titoli strutturati legati ai mutui subprime da 8-11 miliardi, con l'effetto di 5-7 miliardi di utili in meno al netto degli effetti fiscali.
Di riflesso, Standard & Poor's ha deciso di mettere sotto osservazione, con implicazioni negative, i rating di Citigroup, mentre Fitch ha tagliato il suo voto sulla solvibilità, portandolo ad "AA" dal precedente "AA+", con giudizio negativo.

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