Economia

Wall Street pesante con Citigroup e AIig

07-11-2007

NEW YORK. Wall Street sconta una pesante correzione in scia al nuovo tonfo dei comparto finanziario e delle banche, Citigroup e AIig, cui si aggiunge il crollo di General Motors che ha annunciato maxi-oneri in bilancio per 39 miliardi di dollari per rettifiche su sgravi fiscali di cui non ha potuto beneficiare. Il Dow Jones cede il 2,64% (a 13.300,02 punti), il Nasdaq il 2,70% (a quota 2.748,76), mentre lo Standard & Poor's 500 si attesta a 1.475,62 (-2,94%). Le banche finiscono di nuovo sotto pressione per la loro esposizione al credito strutturato, con il possibile naufragio del maxi-fondo per il salvataggio dei veicoli SIV, mentre il petrolio record si avvicina alla soglia dei 100 dollari e il dollaro è in picchiata, con un nuovo minimo storico a 1,4731 contro l'euro. Ce n'é abbastanza per far tremare di nuovo Wall Street, con Morgan Stanley (-6,09% a 51,19 dollari) che finisce nell'occhio del ciclone sui timori che l'istituto guidato da John Mack possa essere la prossima vittima eccellente, dopo Citigroup (-4,76% a 33,41 dollari) e Merrill Lynch (-4,22 a 53,99 dollari), della finanza strutturata legata ai mutui ad alto rischio, al punto che due, David Trone (di Fox-Pitt, Kelton) e Mike Mayo (di Deutsche Bank), stimano una svalutazione da subprime, rispettivamente, di 4-6 miliardi e 3-4 miliardi di dollari. Nonostante l'onda di piena che sta travolgendo molti titoli bancari, General Motors è tra i protagonisti in negativo (-6,11% a 33,95 dollari). La casa di Detroit - sorprendendo gli operatori per la scelta di trasparenza ma anche per l'entità colossale delle cifre in ballo - ha iscritto un maxi-onere da 39 miliardi di dollari, causato dalla rettifica di deduzioni fiscali, con conseguente rosso di 39 miliardi di dollari nell'ultima trimestrale. Un colpo - cui hanno contribuito le perdite maggiori del previsto sul fronte delle cartolarizzazioni di mutui ipotecari - che ha riportato con i piedi per terra quanti speravano in un rapido rilancio del gigante dell'auto americano. Temporali in arrivo anche sul fronte macroeconomico, con il petrolio record che allunga un'ombra sui bilanci delle aziende, e il dollaro ai minimi record che comincia a destare preoccupazione negli Usa: bene per i bilanci di chi esporta, ma uno scivolone così rapido - si chiedono in molti - non rischia di far scappare capitali dalle attività denominate con il biglietto verde, magari imitando la Cina che intende diversificare le sue riserve in valuta estera? Ma è sul fronte bancario che si gioca la partita più importante: il Financial Times ha rilanciato le voci secondo cui potrebbe fallire il lancio del fondo da 80 miliardi di euro voluto dal dipartimento del Tesoro americano per salvare i SIV (veicoli d'investimento) e i prodotti del credito strutturato, a cui stanno lavorando le maggiori banche statunitensi. Il cambio ai vertici di istituti come Merrill Lynch e Citigroup rischia di arenare il maxi-fondo, e di conseguenza i SIV utilizzati da molte banche potrebbero dover mettere all'asta le loro attività, per pagare l'indebitamento a breve termine con cui finanziano i propri investimenti. E tremano anche istituti specializzati nel credito come Washington Mutual (-17,29% a 20,04 dollari), Fannie Mae (-10,11% a 49,79 dollari) e Freddie Mac (-8,63% a 45,13 dolalri), finite nel mirino del procuratore generale di New York, Andrew Cuomo, che intende allargare la sua inchiesta sul settore dei mutui. Pesante anche Aig (-6,69% a 57,90 dollari), il colosso mondiale delle assicurazioni, in attesa della diffusione dei dati trimestrali.  

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