Economia

Finanziaria. Dini torna a minacciare di non votare la manovra

di Maria Eleonora Lestingi

11-11-2007

ROMA. Dopo tre giornate di votazioni in cui i senatori dell'Unione, presenti in aula a ranghi serrati, hanno dato prova di compattezza, riparte oggi l'iter parlamentare della Finanziaria, ma questa volta con l'obiettivo di chiudere. La manovra si appresta infatti a tagliare, per la prima volta da anni senza fiducia, il traguardo a palazzo Madama. Ma una voce fuori dal coro è quella del leader dei Liberaldemocratici, Lamberto Dini, che ancora ieri ha ribadito che il suo partito si terrà "le mani libere fino all'ultimo", per esempio "sulla cancellazione dei ticket che non ha una vera copertura" in una "manovra che, comunque, ci appare fragile e debole, non riduce la spesa e la tassazione".
Dini ha anche ammesso che le conseguenze di un suo no porteranno ad "una crisi di governo. Non c'è alternativa". Un primo accordo, però, è stato raggiunto ieri sui precari, come ha confermato il relatore alla Finanziaria Giovanni Legnini (Ulivo). "Abbiamo lavorato su un emendamento presentato da uno dei senatori diniani, Natale D'Amico, apportandovi alcune modifiche - ha spiegato Legnini - e ora il nuovo testo ribadisce la necessità di procedere a prove selettive per chi ha contratti a termine. Per i co.co.co, invece, si prevede che avranno diritto a un punteggio che potrà essere fatto valere nei concorsi. Dunque non si tratterà di una sanatoria indifferenziata".
I diniani sono soddisfatti e questa mattina ci sarà "una riunione maggioranza-governo per gli ultimi nodi", anche se fra questi Legnini non include la vicenda ticket. "Rimango francamente un pò meravigliato - ha sottolineato - per i dubbi dell'ex premier Dini sulla copertura dell'abolizione del ticket da 10 euro su diagnostica e visite specialistiche. Mai una copertura finanziaria è stata passata ai raggi X come quella sui ticket. Venerdì ne abbiamo approvato una parte consistente, il resto verrà nei prossimi giorni" quando l'Aula del Senato arriverà a esaminare l'articolo 48 "ma è ampiamente dimostrato che la spesa non aumenta".
Restano aperte la questione degli "stipendi ai manager pubblici" (su cui insiste Dini) e la class action su cui, ha aggiunto il relatore, "sto studiando modifiche al testo proposte da Roberto Manzione".
Quanto al percorso della legge "sono sempre stato ottimista: mi sembra totalmente da escludere la fiducia. La maggioranza - ha concluso - sta dando ottima prova di sè". I tempi di illustrazione degli emendamenti sono in via di esaurimento e quindi la Finanziaria potrebbe essere pronta nei tempi previsti, mercoledì 14, o magari mezza giornata dopo. Proprio per definire con certezza i tempi, oggi alle 15 si riuniranno i capigruppo: potrebbero decidere uno slittamento del voto finale a giovedì mattina. I dubbi dei diniani non impensieriscono comunque la presidente dell'Ulivo al Senato Anna Finocchiaro. "Sono convinta che troveremo la giusta sintonia per approvare, con tutta la maggioranza, la manovra di bilancio. Sono certa - ha aggiunto Finocchiaro- che il presidente Dini non verrà meno alle proprie responsabilità".
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha invece rivelato che "alcuni senatori continuano, in colloqui privati, a manifestare la loro volontà di non votare la legge Finanziaria. Se poi si smentiscono e la approvano, lo fanno per ragioni che non corrispondono al convincimento che loro mi hanno palesato".

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