Economia

Wal-Mart. Trova a Firenze il suo paradiso fiscale

14-11-2007

NEW YORK.   Firenze culla del Rinascimento e anche paradiso fiscale. La Wal-Mart, pur non avendo centri commerciali in Italia, risparmia milioni di dollari l'anno grazie al piccolo ufficio a pochi metri dalla cupola del Brunelleschi e del campanile di Giotto. Se il colosso mondiale della grande distribuzione retail "lava", parafrasando il Manzoni, i dollari nell'Arno è per l'articolata interpretazione delle normative fiscali, finita nel mirino dello Stato dell'Illinois, nell'ambito di una vicenda più complessa di cui dà conto il Wall Street Journal.
La piccola filiale fiorentina, che conta 22 dipendenti, è l'unica unità operativa della sussidiaria immobiliare (Wal-Mart Property) che controlla miliardi di dollari di attività e beni in Illinois e altri Stati. Tecnicamente, poiché i dipendenti sono in Italia, Wmgs Services (questo il nome della compagnia fiorentina) definisce  "estere" le proprie attività rivendicando quindi l'esonero da ogni tassa societaria. A inizio 2007, il dipartimento delle Entrate dell'Illinois ha contestato l'espediente  "italiano", chiedendo la restituzione di 26,4 milioni di dollari, a titolo di tasse non pagate, interessi e penali varie. Di rimando, Wal-Mart ha versato la cifra chiesta e, a maggio, ha poi presentato domanda di rimborso citando in giudizio lo Stato presso la Circuit Court di Springfield.
Non condividiamo la lettura e abbiamo chiesto al giudice di risolvere la questione", dice un portavoce di Wal-Mart che, affidandosi al contenuto di un comunicato, evita di fornire informazioni sia sul motivo della scelta dell'Italia sia sulla replica o meno dello stesso schema in altri Paesi.
La controversia con Wal-Mart è parte del più ampio sforzo che vede alcuni Stati dell'Unione combattere l'abuso delle '80/20 compagniè, cioé delle controllate statunitensi che, vantando almeno l'80% della attività all'estero, sfuggono alla tassazione.
 "L'uso improprio di questi strumenti è uno choc per la coscienza", rileva Brian Hamer, direttore delle Entrate dell'Illinois. "Si tratta di veicoli che non sono mai stati chiaramente contemplati dal legislatore statale. E in ogni caso - conclude - avrebbe dovuto essere chiaro che si tratta di una condotta altamente discutibile". Nel mirino dell'Illinois non c'é solo Wal-Mart. Un braccio di ferro è in corso con le autorità fiscali con McDonald's per circa 11 milioni di dollari sfuggiti attraverso le "80/20". In questo caso, il colosso mondiale dei fast food, che ha sede a Oak Brook (Illinois), si giustifica rilevando che una unità di finanziamento del Delaware - che possiede ristoranti a St Thomas (Virgin Islands) - ha l'80% o anche di più del suo giro d'affari fuori dagli Stati Uniti, meritando l'esenzione dalle imposte dell'Illinois.
Nella foto, l'ingresso di un Wal-Mart a Uniondale, New York

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