Economia

Vannino Chiti, Anna Finocchiaro e Romano Prodi

Accordo lontano. l Governo blinda il decreto che accompagna la Finanziaria

19-11-2007

ROMA. Il Governo blinda il decreto che accompagna la Finanziaria e al termine di una giornata di riunioni il ministro per i Rapporti con il parlamento, Vannino Chiti, spiega: "Non ci sono vie d'uscita" né c'è con l'opposizione "un'intesa percorribile che dia certezza" sui tempi d'approvazione del provvedimento che, come noto, scade il 2 dicembre ed è già calendarizzato in Senato dalla prossima settimana. Stessa cosa dice Palazzo Chigi: "non c'erano alternative per i tempi di conversione, che sono fondamentali, per il decreto".
Le dichiarazioni di voto sul maxi-emendamento inizieranno oggi dopo le 17 e tutto si chiuderà attorno alle 22 di sera: il via libera finale al provvedimento è però previsto per giovedì mattina. Dure le proteste della Cdl che spiega: eravamo anche pronti a ridurre di molto i nostri emendamenti: da 600 a circa un centinaio e rinvia la palla al centrosinistra: "il problema non erano i nostri ma i loro 41 emendamenti che non avrebbero ritirato".
Insomma "non solo è anticostituzionale - dice Antonio Leone di Forza Italia - ma è proprio una vergogna". Al momento non sembra comunque che l'opposizione si avvii all'ostruzionismo. E questo anche perché, pur utilizzando tutti i propri tempi a disposizione per il dibattito, riuscirebbe a rallentare l'approvazione di soli 4 giorni e certo non a far decadere il provvedimento che a questo punto dovrebbe ricevere il via libera dell'aula di Montecitorio al più tardi giovedì mattina per tornare all'esame definitivo di Palazzo Madama.
La Finanziaria vera e propria intanto lievita: il passaggio al Senato, da quanto risulta dalle carte trasmesse alla Camera, ha prodotto una crescita di 54 articoli. Ora il disegno di legge è a quota 151 articoli, con una crescita del numero delle norme di quasi il 56%. Ma soprattutto è aumentato di circa 1 miliardo l'impatto finanziario: sale dai 10,670 miliardi del varo di fine settembre ai 12,934 miliardi di euro dell'approdo alla Camera. Tornando al decreto pochissime dunque le modifiche passate a Montecitorio. In commissione Bilancio gli emendamenti approvati sono stati in tutto 4 e tutti a firma del Governo: il più noto è quello che riporta a 150 euro il bonus per gli incapienti che uno scivolone in Senato (con il Governo andato sotto su un emendamento del dissidente Fernando Rossi) aveva raddoppiato a 300 euro. Il sottosegretario all'Economia, Mario Lettieri aveva cercato una mediazione alla Camera e si erano cercati escamotage come quello di lasciare la cifra a 300 euro ma di erogarla in due tranche. Ma non sono state individuate le risorse necessarie anche se è stato messo nero su bianco l'impegno a tornare sulla questione.
Altra modifica introdotta in commissione riguarda una copertura della norma a favore degli emotrasfusi che, andando a pesare sulle accise per i tabacchi, è stata modificata. Modificate infine le norme sulle vittime del terrorismo e mafie che avranno più fondi e quella sugli ecocarburanti. Ulteriori aggiustamenti arrivano dal Governo con il ‘maxiemendamento' che raccoglie il testo della Commissione Bilancio e modifica ulteriormente la norma sul biodisel.
Un'altra modifica riguarda il piano di edilizia pubblica fissando che i destinatari saranno, in ordine, gli sfrattati e tra questi le giovani coppie sfrattate

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