Economia

Welfare, via libera della Commissione. La Camera approva anche il decreto fiscale, che tornerà al Senato

di Antonio Pennacchioni

22-11-2007

ROMA. Entra in dirittura d'arrivo il ddl sul welfare. La commissione Lavoro della Camera ha dato via libera ma il suo cammino si annuncia irto di ostacoli. Il relatore Emilio Del Bono ha annunciato che il testo non subirà "nessuna modifica in Aula" perché "e' un buon accordo". Soddisfatto anche il sottosegretario Antonio Montanino secondo cui "è stato mantenuto l'equilibrio del protocollo del 23 luglio". Ma la sinistra radicale intende riproporre gli emendamenti bocciati (circa 90) e attacca il resto dell'Unione per aver votato insieme alla Cdl due modifiche che consentono l'impiego del lavoro a chiamata nel turismo e nello spettacolo. "È una lesione dell'equilibrio del protocollo" denunciano Verdi, Pdci, Prc e Sinistra Democratica. Queste le altre novità: per l'assunzione successiva nei contratti a termine i 36 mesi potranno non essere continuativi e la proroga non potrà superare gli otto mesi. È stata allargata la platea dei lavori usuranti cancellando il requisito del lavoro notturno. Infine è stato abrogato lo staff leasing previsto dalla legge Biagi.
Ora la partita approda in Aula. Lunedì 26 novembre comincia l'esame a Montecitorio che dovrebbe concludersi giovedì 29. Per scongiurare qualsiasi rischio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti non esclude la fiducia (anche i tre senatori della Costituente Socialista senza risposte sui co.co.pro. hanno annunciato un voto contrario). Nel merito le parti sociali si dividono. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani incalza il governo a non affidarsi alla delega: "Preferirei di gran lunga che fosse chiuso tutto entro la fine dell'anno con la Finanziaria". Il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni boccia tutte le modifiche introdotte. Mentre Luigi Angeletti (Uil) ne salva una (lavori usuranti) e considera "un errore" l'altra (staff leasing). Negativo il giudizio di Confindustria: "Le distanze incomprensibilmente aumentano. Sui contratti a termine la modifica è stata veramente pessima" spiega il direttore generale Maurizio Beretta. Anche Confcommercio chiede una deroga sul lavoro a chiamata. "È una forma importante di flessibilità che sconfigge disoccupazione e lavoro nero" sottolinea il presidente Carlo Sangalli. un pezzo della manovra.
Intanto un altro tassello della manovra va al suo posto. L'Aula della Camera ha approvato il decreto fiscale collegato alla Finanziaria con 277 sì, 215 no e un astenuto. Il provvedimento dovrà tornare in Senato per l'approvazione definitiva entro il 2 dicembre. Anche in questo caso è atteso un nuovo ricorso alla fiducia. La novità più importante è il ripristino a 150 euro del "bonus incapienti" che al Senato era stato raddoppiato con un emendamento in Aula del "dissidente" Fernando Rossi. Il dl da 8,4 miliardi di euro ridistribuisce una parte del "tesoretto" ed affronta il problema casa con un piano straordinario di edilizia popolare e un progetto di valorizzazione degli immobili pubblici. Risultato: nell'arco di dieci anni saranno disponibili 80mila case ad affitti calmierati. Altre risorse sono destinate alle infrastrutture (Anas e Fs). Novità anche sul digitale: dal 2009 scompariranno le tv analogiche e il passaggio al digitale terrestre viene positicipato al 2012.
Martedì prossimo il dl ritornerà in Aula al Senato per la terza e ultima lettura.  

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