Economia

Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa

Finanziaria. Padoa-Schioppa, ancora troppe le micro-misure. Scontata la fiducia

12-12-2007

ROMA. La finanziaria uscirà dalla Camera dopo essere passata per un nuovo voto di fiducia, anche se meno al cardiopalmo di quello del Senato. La decisione di blindare la manovra è ormai scontata e probabilmente il governo la preannuncerà già nel pomeriggio di oggi.
Le novità volute dai deputati pesano in soldoni circa un miliardo di euro, anche se sulla correttezza delle coperture non è detta l'ultima parola.
Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa fa capire che alcune sono state frettolose e che quindi qualche ritocco potrebbe essere possibile.
Uno degli indiziati numero uno è la soppressione alla Coni Servizi spa, sulla quale quindi si potrebbe fare marcia indietro. La manovra targata 2008 accusa intanto una nuova stoccata dall'Unione europea: secondo Bruxelles, la finanziaria comporta che gli sforzi di consolidamento fiscale nel 2008 segneranno il passo.
Eppure il segnale che arriva dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa è positivo. Grazie al buon andamento delle entrate e al controllo della spesa pubblica il 2007 "potrebbe chiudere - dice in Aula alla Camera - meglio del previsto". Anche se questo non vuol dire che il titolare del Tesoro non abbia qualche critica da fare.
Nonostante gli sforzi e le promesse la finanziaria tra le sue pieghe stipa ancora troppi micro-interventi. Quelli che l'opposizione non smette di stigmatizzare. Ma c'é anche qualcosa che in finanziaria un posto non l'ha trovato. Tramonta e questa volta definitivamente l'ipotesi di utilizzare il treno della manovra per la proroga agli incentivi alla rottamazione auto. Chi deve cambiare la propria quattro ruote lo potrà fare lo stesso.
L'Unione infatti ha trovato finalmente l'intesa e ha deciso che anche nel 2008 arriveranno gli sconti per gli automobilisti. I Verdi, che hanno puntato i piedi nei giorni scorsi, sono disposti a votare sì a patto che si mettano in campo più risorse per i treni. Così come è caduta la pregiudiziale del numero due del Pd Dario Franceschini. Il rebus ora è tutto parlamentare: per introdurre la misura in manovra non c'é più tempo (non è infatti possibile inserire novità direttamente in Aula) e allora non resta che individuare un altro strumento.
Il primo a portata di mano è il decreto di fine anno, quello che recentemente è stato soprannominato il "milleproroghe". Sarà una sorta di salvagente per gli incentivi auto.
Niente rottamazione in finanziaria, ma anche niente riforma dei servizi pubblici locali. Dopo uno stop and go l'Unione e il governo hanno preferito proseguire sulla strada già tracciata, lasciando il disegno di legge all'esame dell'Aula del Senato. L'esame della manovra è dunque alle ultime battute e gli uffici sono al lavoro per mettere nero su bianco i maxiemendamenti: saranno tre, così come già ventilato nei giorni scorsi, e saranno suddivisi per argomento.
Tra i capitoli ancora aperti quello della stabilizzazione dei ricercatori negli enti di ricerca e nell'università: i deputati del Pd, che hanno fatto il punto sulla manovra in una riunione ad hoc, chiedono che la stabilizzazione dei precari non coinvolga anche il mondo accademico e dintorni.
La paura è di ripetere il bis di quanto accaduto durante gli anni Ottanta, quando in cattedra sono saliti tanti "signor nessun". Un timore che però fa pendant con quello di aprire una nuova polemica con la sinistra dell'Unione. Un po' di tempo c'é ancora e l'ultima chiamata è per oggi alle 10 di mattina quando i capigruppo di maggioranza torneranno a incontrarsi. Poi l'ora x si avvicinerà a gran passi e lo spazio per le modifiche si assottiglierà fino a sparire con l'arrivo dei nuovi testi.
Tra i piccoli ritocchi dell'ultimo minuto chissà poi che non trovi posto il 5x1000. Che su questo fronte sia necessaria una dose in più di riflessione è l'invito che arriva direttamente dal ministro dell'economia a chiusura della discussione generale. Una riflessione per verificare "se vi siano interventi a cui si può rinunciare - dice il ministro - per finanziare anche il 2010 e dare stabilità alle risorse del 5 per mille".

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