Economia

Il premier Romano Prodi e il presidente francese Nicolas Sarkozy (foto archivio)

Alitalia. La scelta slitta a venerdì. Il vertice di giovedì fra Prodi e Sarkozy potrebbe essere importante

di Stefania De Francesco

19-12-2007

ROMA. Per la scelta del partner di Alitalia si dovrà attendere ancora. Almeno sino a venerdì prossimo. Un ulteriore slittamento è, infatti, arrivato ieri dal consiglio di amministrazione della compagnia che ha concluso l'esame delle offerte non vincolanti e si è aggiornato per attendere le raccomandazioni definitive degli advisor, dopo gli ulteriori chiarimenti ed integrazioni presentati dai candidati.

La decisione del board sull'alleato, fra Air France-Klm, AirOne e cordata Baldassarre (in secondo piano), con cui andare avanti per trattare in esclusiva la privatizzazione arriverà, quindi, dopo l'incontro fra il premier Romano Prodi e il presidente francese Nicolas Sarkozy giovedì prossimo a Roma e nel giorno del consiglio dei ministri, in agenda per venerdì.

Un altro rinvio era nell'aria sia per una mancata convergenza all'interno della maggioranza di governo su Air France, preferita anche se mai esplicitato da Prodi e dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa a cui sarebbe affiancato il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani, sia per consentire un miglioramento delle offerte dei due candidati in corsa. Il centesimo per azione messo sul piatto da AirOne supportato da Intesa SanPaolo assieme a Nomura, Morgan Stanley e Goldman Sachs ha aumentato in alcuni settori del governo i dubbi sulla proposta italiana ma anche l'offerta di 35 centesimi di Air France-Klm ha deluso le aspettative, pur se rimane la convinzione che il piano industriale della compagnia franco-olandese consentirebbe di inserire Alitalia nel più grande vettore aereo del mondo.

Il vertice di giovedì fra Prodi e Sarkozy potrebbe essere l'occasione per approfondire le possibilità di miglioramento dell'offerta d'Oltralpe. In serata, Palazzo Chigi ha fatto sue le parole del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che in mattinata aveva detto di non sapere "se ci fossero tutti gli elementi per prendere una decisione" e che a suo avviso "ci fosse l'esigenza di studiare meglio le proposte", richiedendo "qualche giorno di tempo". Bianchi ha quindi aggiunto: "Non mi farei prendere dall'ansia di chiudere subito visto che ci stiamo pensando da un anno. Ora ci sono due proposte concrete, valutiamole bene per il futuro del Paese".

Il vice premier Francesco Rutelli, intervenuto a "Porta a Porta", ha auspicato "una soluzione credibile sul piano internazionale e soddisfacente su quello industriale", spiegando che chi rileva Alitalia "deve fare l'interesse del Paese, anche in vista di dati sul turismo in crescita". Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, ha poi detto che il governo si deve assumere "la responsabilità di sponsorizzare una delle due soluzioni" perché "ogni minuto che perdiamo, la voragine del deficit diventa più grande". Pur non indicando un'opzione tra Air One e Air France, ha spiegato che non "si può tuttavia diventare una provincia francese", ammettendo che anche nel governo di centrodestra "si è perso molto tempo". Per un "supplemento di riflessione" si è espresso anche il leader della Cgil Epifani, per "verificare meglio l'offerta italiana". Chiede, invece, al governo "più trasparenza" e la convocazione dei sindacati "evitando notizie sapientemente dosate a fini molto chiari" il segretario generale della Cisl Bonanni mentre Angeletti ( Uil) ha detto che l'offerta migliore sarà quella che "garantirà più aerei e tratte".

Dal senatore a vita Francesco Cossiga è arrivato un basta a "questa buffonata che il partner dell'Alitalia, che sarebbe poi il compratore viene scelto da un cda che non rappresenta altri che il governo: scelga il ministro dell'Economia insieme con il Premier".

 Le azioni di Alitalia, che in giornata hanno più volte invertito rotta, hanno chiuso con un +1,1% a 0,72 euro.

 

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