Economia

Alitalia. I tempi si allungano. Slitta al 15 gennaio la decisione sulla vendita

di Antonio Pennacchioni

20-12-2007

ROMA. Domani il consiglio di amministrazione di Alitalia indicherà il partner con cui trattare l'acquisto del 49,9% in mano al Tesoro. Poi il governo avrà tempo fino al 15 gennaio per ufficializzare la scelta definitiva. È questa la nuova tabella di marcia indicata da Palazzo Chigi per mettere la parola fine alla tormentata privatizzazione della compagnia aerea. "Il Cda di Alitalia del 21 dicembre si esprimerà sulle proposte non vincolanti ricevute e l'azienda proporrà al governo di avviare una trattativa in esclusiva con il soggetto ritenuto più interessante. L'Esecutivo poi verificherà se la proposta è conforme ai profili di interesse generale a cui il governo si è sempre ispirato" si legge in una nota.

La decisione accontenta il vicepremier Francesco Rutelli deciso ad avviare il primo esame della vicenda nel consiglio dei Ministri che si riunirà domani mezz'ora dopo il board di Via della Magliana. "È una partita delicata e nessuno di noi vuole buttare le chiavi. Ciò che conta è che la strategia non sia decisa a Parigi, ma in Italia" rassicura. Ma è contestata dai sindacati che la considerano una farsa visto che saranno informati soltanto a cose fatte. "Ora c'è la certezza: la gara per la privatizzazione non era altro che un'enorme e costosissimo scenario di cartone utile a far passare la decisione di far uscire il paese dal settore del trasporto aereo" attacca una nota congiunta dei segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Fabrizio Solari, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia. Che chiede a Palazzo Chigi di aprire un confronto sulle offerte di acquisto "per arrivare ad una soluzione capace di conciliare il risanamento dell'azienda, la tutela occupazionale e l'interesse dell'economia nazionale". Una valutazione di questa portata - concludono i tre leader sindacali - "non può essere condizionata da una decisione formale del cda di Alitalia". Risultato: i confederali e l'Ugl diserteranno l'incontro con il presidente Maurizio Prato che li ha convocati per illustrare l'esito del consiglio di amministrazione. Il board della compagnia aerea, convocato per le dieci di domani, dovrebbe deliberare il responso degli advisor Citi e Roland Berger.

L'offerta di Air France-Klm pare la più solida sotto il profilo industriale e finanziario rispetto a quelle di AirOne e della cordata Baldassarre. Per questo la trattativa in esclusiva per la vendita va avviata con il gruppo franco-olandese. Esaurito questo passaggio tecnico, il consiglio dei Ministri di venerdì aprirà un delicato confronto sul piano politico. "Più che pensare occorre decidere. E decidere presto" avverte il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro mentre il titolare dello Sviluppo Pierluigi Bersani considera "non indispensabile il criterio dell'italianità". Quanto al colloquio di oggi con il presidente francese Nicholas Sarkozy il premier Romano Prodi ha escluso che si parlerà anche della vendita di Alitalia ad Air France-Klm: "No, questi argomenti non sono in agenda".

Intanto tramonta l'ipotesi di una vendita frazionata per compensare AirOne con una parte degli slot lasciati liberi a Malpensa e gli asset di Az Service. "Il piano industriale messo appunto da Ap Holding riguarda l'intero perimetro aziendale di Alitalia" ha fatto sapere un portavoce prima dell'intervento chiarificatore del patron Carlo Toto. "Ci aspettiamo che la decisione non sia presa fintanto che non ci sarà un incontro approfondito con l'advisor industriale di Alitalia per verificare e discutere tutti gli aspetti industriali del progetto".

La cordata italiana è andata in pressing sui tg di mezza sera. Toto ha assicurato al Tg5 che il suo piano è "nell'interesse del Paese". Mentre l'ad di Intesa-San Paolo, Corrado Passera, ha aggiunto che "è solido e affidabile" al Tg1. Infine seduta positiva in Borsa. Il titolo Alitalia ha guadagnato il 2,12% a quota 0,74 euro.  

 

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