Economia

Finanziaria. E' l'ora della fiducia sul filo del rasoio

di Francesco Carbone

20-12-2007

ROMA. L'iter parlamentare della manovra ha migliorato l'impatto sul deficit di 400 milioni. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa_Schioppa difende la manovra dall'accusa di aver peggiorato i conti. "Non è stata stravolta" dice al Senato dove la maggioranza affronta oggi i voti di fiducia sul "filo del voto". Le tre fiducie sulla Finanziaria, una per ciascun articolo, si votano a partire dal tardo pomeriggio, prima della terza chiama prevista per venerdì. Poi il voto finale e la Finanziaria, dopo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà legge.

Al solito a Palazzo Madama i numeri della maggioranza sono esigui. Con il "dissidente" Turigliatto che fa opposizione da sinistra, la maggioranza può contare su 157 voti, l'opposizione su 156. Ma ci sono i voti dei senatori a vita che ieri hanno contribuito a superare senza grossi problemi i voti sugli articoli del Bilancio con uno scarto di 160 a 143. Rimane però l'incognita Dini e dei parlamentari che si riconoscono dei liberaldemocratici del Senato. Ieri il senatore ha denunciato l'incremento della spesa della manovra, durante l'iter alla Camera. Ed ha spiegato di avere "un atteggiamento ancora più critico e distaccato rispetto al governo e alla maggioranza".

A rispondere indirettamente alle sue critiche è sceso in campo il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa_Schioppa che, tabelle alla mano, ha difeso in Parlamento la manovra 2008: durante l'iter _ ha detto _ "nessuno stravolgimento è avvenuto". Certo che il cammino è "farraginoso" e va rivisto. Ma, dopo il passaggio parlamentare, l'impatto sul deficit è migliorato di circa per "400 milioni di euro rispetto alla versione iniziale". All'inizio era di 6.478 milioni, ora è sceso a 6.080 milioni. La manovra 'lorda', inoltre, è ora di 15,6 miliardi di euro. Inizialmente la manovra era di 11,247 miliardi ed era poi salita a 13,327 miliardi dopo la prima approvazione del Senato. In pratica, spiega il ministro, anche se il valore della manovra e salito non sono peggiorati i conti.

Al di là delle cifre Padoa-Schioppa spiega che ora bisogna guardare avanti a partire dalla pubblica amministrazione che deve essere "modernizzata", dagli ospedali alle scuole. Il ministro dice che "dovranno essere ridotte le inefficienze negli ospedali, nelle scuole, nei ministeri, negli uffici delle amministrazioni locali, nei tribunali. Andrà ripensato il pubblico impiego puntando ad uno snellimento delle strutture ridondanti e potenziando quelle più importanti in termini di servizi ai cittadini".

"I prossimi mesi _ prosegue il ministro _ ci vedranno impegnati a impostare i lavori per la conduzione della finanza pubblica nei prossimi 3 anni. E' necessario operare da subito affinché ci siano comprensione e condivisione, le più ampie possibili, per definire una politica di contenimento della spesa".

Padoa_Schioppa, sempre riferendosi alla spesa pubblica, aggiunge che "il treno in corsa è stato frenato nei primi due anni di legislatura. Va adesso arrestato nei prossimi tre anni". E questo è "l'unico modo per dare ai giovani un futuro meno incerto". Ma lo scopo é anche quello di procedere alla restituzione delle tasse: "Dovrà continuare con maggior vigore la restituzione fiscale cominciata quest'anno. Tale azione sarà tanto più incisiva quanto più diventerà strutturale il recupero di gettito". E in questo senso gli ultimi dati sono "confortanti". Inoltre "con un livello ancora ampio di evasione che l'Istat stima al 17% del Pil c'é spazio per una riduzione delle aliquote fiscali che non impedisca un aumento di gettito che non penalizzi i conti pubblici".

Infine Padoa_Schioppa si affida a una citazione per spiegare quale è lo spirito che anima l'azione di politica economica. Il ministro cita Lord Baden Powell, il fondatore degli scout.

"E' forse acconcio ricordare _ dice _ le parole scritte più di 60 anni fa da Lord Baden Powell, il fondatore dello scoutismo. Egli così spronava gli scout: preoccupatevi di lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato". Insomma "nessuno conosce con certezza gli effetti dell'azione di politica economica ma non deve mancare la costante preoccupazione a operare per migliorare le condizioni del Paese".

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