Economia

Sale ancora il prezzo del petrolio

28-02-2008

ROMA. Mai così caro nella storia: i prezzi dell'oro nero continuano a schizzare verso l'alto e mettono a segno un nuovo record, sopra quota 102 dollari al barile. Un livello mai toccato prima nella storia, neanche ai tempi dei grandi shock petroliferi degli anni ‘70/'80 che costrinsero gli italiani alla bicicletta.
E scatta l'allarme rosso sul fronte dei prezzi. Con i consumatori che iniziano a fare le prime stime sull'impatto delle nuove fiammate petrolifere, stimando una stangata da 920 euro all'anno per ogni famiglia, già alle prese con i recenti aumenti della luce e del gas e con il costo della benzina e del gasolio ai massimi storici. Federconsumatori e Adusbef profilano un impatto di quasi 500 euro a famiglia per le ricadute dirette dal caro-barile. E altri 420 per gli effetti indiretti, legati cioé alle conseguenze delle impennate dei prezzi del petrolio su tutti gli altri beni: l'aumento dell'oro nero rischia infatti di innescare un effetto volano che dai prezzi alla produzione, passando per i trasporti, arriva fino a quelli dei generi di largo consumo. Causando una rincorsa del caro vita che già il mese scorso si è attestato ai massimi dal 2001, al 2,9%. I consumatori parlano, ad esempio, di "un'effetto inflattivo al 3,1%".
A mitigare la stangata c'é comunque il supereuro che ha spinto all'angolo la moneta americana, ai minimi di oltre 1,51 dollari per un euro. Un effetto che attenua l'impatto: se i livelli di cambio fossero rimasti, ad esempio, ai livelli di un anno fa il costo del barile avrebbe un impatto di 10 euro in più mentre un litro di gasolio costerebbe 7 centesimi in più ed uno di benzina sarebbe 6 centesimi più caro.
Un aiuto, anche se piccolo, quello che arriva dalla forza del cambio che ha consentito all'Italia di risparmiare negli ultimi conti petroliferi 3 miliardi di euro: 26 miliardi la bolletta 2007 contro i 29 miliardi che si sarebbero raggiunti senza l'effetto cambio.
L'emergenza caro-greggio continua a dominare i mercati e preoccupare le economie mondiali - con nuovi allarmi arrivati da autorevoli fonti della Fed e della Bce - e non sembra destinato a rientrare. Almeno nel breve periodo, secondo le stime di alcune banche d'affari che nei giorni scorsi sono arrivate anche a lanciare previsioni per nuovi aumenti, fino a 120-150 dollari al barile. Colpa anche della ‘speculazione' che da tempo domina i mercati petroliferi, ricorda il presidente dei petrolieri italiani Pasquale De Vita, stimando nel "20% l'impatto di questa componente sul costo del barile".
I fondamentali - l'equilibrio tra domanda e offerta mondiale di greggio - non mostrano infatti segnali di preoccupazioni, fanno notare esperti di settore. Come dimostrano anche i dati arrivati dall'altra parte dell'oceano: nonostante un aumento delle scorte americane, le quotazioni dell'oro nero sulla piazza di New York sono rimaste sui loro massimi, sopra 100,59 dollari in una giornata che ha visto i futures con consegna ad aprile superare per la prima volta nella storia i 102 euro (a 102,08) e mettere a segno così il massimo mai toccato prima. Bruciando cioé anche quel record di tutti i tempi segnato nell'aprile del 1980 quando il barile segnò quota 77 dollari che attualizzati ai corsi odierni (tenendo conto cioé dell'inflazione) corrispondo a 101,7 dollari al barile.


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