Economia

IL presidente della Bce, Jean-Claude Trichet

Trichet: da petrolio e cibo rischi per la crescita

10-03-2008

BASILEA. Il boom dei prezzi del petrolio e delle commodities, così come quello dei beni e dei prodotti agroalimentari, pone "rischi alla crescita ed all'inflazione a livello globale". Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nelle vesti di numero uno del G10, riunitosi oggi a Basilea presso la Banca per i regolamenti internazionali.

"L'eccessiva volatilità e movimenti disordinati dei tassi di cambio sono elementi non desiderabili per la crescita". Così il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, commenta la recente forza dell'euro nei confronti del dollaro. "Al momento attuale siamo particolarmente preoccupati per gli eccessivi movimenti dei tassi di cambio", ha aggiunto Trichet, sottolineando di stare parlando a titolo di presidente della Bce e non di numero uno del G10, perché durante l'incontro con gli altri governatori non si è affrontato il tema dei cambi nel particolare. "Osserviamo la situazione con estrema attenzione", ha proseguito, ribadendo che "un dollaro forte è nell'interesse degli stessi Usa"

"Fra i rischi per la crescita e l'inflazione", ha spiegato Trichet, "sicuramente da menzionare ci sono il prezzo di petrolio e commodities, oltre che del cibo e dei prodotti agro-alimentari, che sono in crescita da diversi mesi e i cui aumenti si stanno ora concretizzando in modo deciso". E' ormai "chiaro che l'aumento dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari sta creando in tutte le economie, senza eccezioni, un boom dei prezzi al consumo, con particolari riflessi nel campo energetico e alimentare. Tutto questo ha un impatto non solo sulle cifre e sui numeri, ma anche nella psicologia dei consumi", ha aggiunto il numero uno del G10. Nel corso dell'incontro con i governatori, ha proseguito Trichet, è stato evidenziato come sia in atto "un rallentamento in una certa parte dell'economia dei paesi occidentali", in particolare negli Usa. Per questo motivo, nelle attuali previsioni sui tassi di crescita a livello globale "é già incorporato un certo livello di rallentamento", che viene però contrastato dalla "resistenza delle economie emergenti" il cui ruolo, spiega il banchiere francese, "va sottolineato come qualcosa di importante a livello globale". Le economie emergenti stanno accumulando risorse per ridurre gli squilibri e soddisfare la domanda interna, ha spiegato Trichet, riducendo così il "permanente rischio di un riemergere disordinato di squilibri a livello mondiale". Da un punto di vista più strettamente finanziario, ha proseguito, i governatori del G10, fra cui anche i vertici di Bankitalia guidati da Mario Draghi, hanno concordato che il mercato si trova di fronte a "correzioni molto significative", con episodi di turbolenza ed un elevato livello di volatilità sui mercati finanziari, almeno "da agosto dello scorso anno". E' in questo contesto che il ruolo delle banche centrali assume particolare rilievo, "per ancorare l'inflazione alle attese nel medio-lungo termine" e consentire il corretto funzionamento del mercato monetario nel breve. Nessuna discussione "tecnica" su come le istituzioni centrali possano fare fronte comune di fronte al propagarsi della crisi scaturita dai mutui subprime Usa, ma la volontà di "proseguire sull'attuale forte cooperazione".

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