Economia

L'euro vicino a $1,55. Petrolio. A un passo dai 110 dollari al barile

12-03-2008

ROMA. Un record dopo l'altro. La corsa del petrolio non trova ostacoli e il prezzo dell'oro nero si appresta a superare un altro livello ritenuto inavvicinabile solo qualche mese fa. Ieri a New York il greggio si è portato a meno di un passo dai 110 dollari, issandosi fino a 109,72 prima di riperdere parzialmente terreno.
L'elemento di maggiore preoccupazione è l'inspiegabile rapidità con cui il prezzo del petrolio sta aggiornando i propri record: dopo aver superato la barriera dei 100 dollari a gennaio, il barile si è mantenuto nella fascia dai 102 ai 104 dollari fino alla settimana scorsa, quando giovedì ha sfondato i 105 dollari continuando una spietata spirale rialzista che non sembra non volersi fermare: un circolo vizioso che sta mettendo in ginocchio la stabilità economica mondiale e arricchisce gli speculatori in maniera sproporzionata.
Di pari passo si muove l'euro che continua a rivedere i propri massimi storici nei confronti del dollaro. Nella mattinata di ieri la moneta unica si è portata a un passo da 1,55 dollari, abbattendo così tutti i record fissati nei giorni scorsi.
A infiammare la divisa unica, che lunedì ha tirato il fiato dopo la corsa della scorsa settimana in seguito alle "preoccupazioni" espresse dal presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, hanno contribuito le parole del presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo di Francoforte, Axel Weber.  Secondo il banchiere centrale, con il petrolio agli attuali livelli non c'é spazio di manovra per un taglio dei tassi nell'area euro.
Al contrario, gli economisti sono convinti di un nuovo taglio dei tassi aggressivo da parte della Federal Reserve il 18 marzo, un intervento che renderà ancora più conveniente investire in titoli denominati in euro rispetto alla valuta statunitense.
La debolezza del dollaro non aiuta certo le quotazioni del petrolio, i cui effetti, immancabilmente, si ripercuotono anche sul mercato italiano.
Nuovo record quindi per il gasolio, che supera quota 1,36 euro, arrivando fino a 1,362 euro al litro, nei distributori Agip, con un balzo di quasi un centesimo e mezzo rispetto all'ultimo picco di 1,348 raggiunto sabato scorso, 8 marzo.
Ma - inevitabilmente - riflessi negativi si attendono anche sul fronte delle tariffe: "L'aumento del petrolio ci imporrà delle riflessioni tariffarie", ha affermato Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'Energia, ricordando come il "nostro sistema dipende molto dall'importazione di gas e petrolio e se aumentano i prezzi internazionali, aumenta il costo di produzione e questo ha un impatto sulle bollette. Sulla bolletta elettrica, il costo di produzione - ha spiegato - vale il 60 per cento, di cui un 45 per cento è legato ai combustibili".

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