Economia

Padoa-Schioppa: "Merito del governo". Conti pubblici. Il debito cala al 104%

12-03-2008

ROMA. Il debito pubblico torna a scendere dopo due anni. Nel 2007 inverte la tendenza, scende dal 106,8 al 104% e va meglio di quanto previsto dallo stesso governo, che ipotizzava un calo sì ma al 105%. Anche il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche è in calo e le entrate fiscali mostrano ancora una notevole tonicità con un +10% messo a segno nel solo mese di gennaio.
Buone notizie arrivano dalla Banca d'Italia nel bollettino statistico dove si fornisce il consuntivo per i conti pubblici del 2007. Buone notizie apprezzate anche da Bruxelles che invita l'Italia a non abbassare la guardia. E mentre il leader del Pd, Walter Veltroni, parla di un Prodi "eroico" il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa rivendica, almeno per il debito, l'importanza dell'azione intrapresa dal governo Prodi. Un'azione che, secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, dovrà proseguire. Per quanto riguarda i dati si registra dunque un forte calo del debito, maggiore di quello atteso. Si dovrebbe così accorciare di almeno un anno (al 2010) il percorso per veder tornare il debito sotto il 100% del Pil. Il debito a fine 2007 é infatti risultato pari a 1.596.762 milioni (104,0% del Pil). Alla stessa data del 2006 era pari a 1.575.636 milioni (106,5% del Pil). Anche se in valore assoluto lo stock di debito nel 2007 è più alto quello che conta è comunque, ai fini europei, il rapporto con il prodotto interno lordo. E il rapporto tra le due variabili nel 2007 è anche migliore delle ultime stime ufficiali, diffuse in concomitanza con la presentazione della Finanziaria che stimavano il debito 2007 al 105% del Pil.
La Commissione Ue aveva invece già corretto alla fine del 2007 la propria stima sul debito italiano, portandolo dal 105% (in linea con la stima del governo italiano) al 104,3%.
Bene anche il dato sul fabbisogno delle pubbliche amministrazioni che nel 2007 è stato pari a 30.534 milioni pari al 2% del Pil rispetto ai 54.380 milioni, pari al 3,7% del Pil, del 2006. E infine il dato sulle entrate che continuano a mostrare progressi a 2 cifre: le entrate tributarie di cassa a gennaio sono state infatti pari a 31,2 miliardi, in crescita del 10,3% rispetto ai 28,3 miliardi del gennaio 2007. Un risultato che il sottosegretario, Alfiero Grandi, interpreta come la condizione (centrata) posta dalla Finanziaria per far calare le tasse sugli stipendi dei dipendenti.
Insomma, si tratta di 3 ottime notizie per i conti pubblici italiani che il ministro Padoa-Schioppa rivendica. In particolare il calo del debito è "molto positivo" e "conferma la validità dell'azione di governo". Il dato è inoltre "migliore delle stime del governo e costituisce una conferma altamente positiva della validità dell'azione di risanamento dei conti pubblici realizzata dal governo Prodi".
Un'azione che non va interrotta dice Letta: "Bisogna continuare sulla stessa strada, questo trend virtuoso non va interrotto se si vuole riportare l'Italia alla pari con Francia e Germania". E anche il ministro Antonio Di Pietro sottolinea che "Tutti dicono male del governo Prodi, ma nonostante avesse tante spine ai fianchi si deve dare atto al presidente del Consiglio di aver contribuito all'abbassamento dell' indebitamento totale dello Stato e soprattutto a una grande lotta all'evasione fiscale, tanto che oggi abbiamo un boom di entrate erariali".
Insomma, i conti vanno bene è quindi giunta l'ora - dice il segretario dell'Ugl, Renata Polverini, di pensare allo sviluppo: "I dati Bankitalia rilanciano la necessità di avviare una spinta propulsiva allo sviluppo". Sintetizza l'Usae: "Certo i conti vanno bene, ma i lavoratori sono alla fame".
Commenti positivi arrivano invece dal sottosegretario all'Economia, Mario Lettieri: "I dati della Banca d'Italia sull'andamento del debito pubblico sono davvero confortanti e non sono il frutto di trucchi contabili" mentre il responsabile Economia del Pd, Giorgio Tonini., parla di "risultato storico". Ecco in una tabella l'andamento del rapporto debito-Pil segnato dall'Italia negli ultimi cinque anni:

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