Ultimatum della Commissione Ue all'Italia equiparamento pensioni uomini-donne. Marcegaglia: non mi spaventa
L'avvertimento è contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha inviato alle autorità italiane. 'Non mi sento spaventata dal fatto che le donne possano andare in pensione anche un pò più in là nel tempo' dichiara il presidente di Confindustria
BRUXELLES. Ultimatum della Commissione Ue all'Italia: se non equiparerà immediatamente l'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia europea.
L'avvertimento è contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha inviato alle autorità italiane, chiedendo loro di adeguarsi al più presto alla sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava all'Italia di innalzare l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65 anni anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi.
Nella missiva - sempre secondo quanto si apprende - si chiedono spiegazioni sui ritardi e si sottolinea come la questione sia rimasta irrisolta dopo i tanti richiami succedutisi negli anni; e nonostante nel giugno 2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese proprio per la mancata attuazione della sentenza della Corte.
Nella nota diffusa dalla Commissione Ue si conferma come sia stata inviata all'Italia un nuova richiesta di attuare la sentenza della Corte di giustizia europea del 2008, nella quale si imputa all'Italia di "violare il principio dell'eguaglianza delle retribuzione" tra uomini e donne nel pubblico impiego. "L'Italia - si spiega nel comunicato di Bruxelles - ha introdotto nuove regole per applicare la sentenza della corte Ue, ma la Commissione europea sostiene che tali misure, che equiparano gradualmente l'età pensionabile nell'arco di 8 anni, non risolvono la situazione di trattamento discriminatorio". Per Bruxelles si tratta quindi, di "misure transitorie inadeguate".
MARCEGAGLIA; NON MI SPAVENTA ALLUNGAMENTO ETA' DONNE
''Non mi sento spaventata dal fatto che le donne possano andare in pensione anche un po' piu' in la' nel tempo''. Cosi' il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia commenta da Pechino la richiesta della Commissione Europea di ridurre i tempi di innalzamento dell'eta' pensionabile per le donne del pubblico impiego. ''Per noi il problema del finanziamento delle pensioni e' un tema vero. In un paese che ha un'eta' media di vita tra le piu' alte, soprattutto tra noi donne, questo e' quindi un tema che va affrontato''.
SACCONI: LUNEDI' INCONTRO PER TRATTARE SU DONNE P.I.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi incontrerà lunedì a Lussemburgo la commissaria Viviane Reding per trattare sulla richiesta europea di ridurre la gradualità nel pensionamento delle donne del pubblico impiego. Lo ha annunciato lo stesso ministro in occasione della missione di sistema in Cina: "Cercherò di agire al meglio per una soluzione che sia definitiva" ha detto Sacconi.
''Ho chiesto di incontrare la commissaria lunedi' quando saro' a Lussemburgo'' ha detto Sacconi precisando che quella sara' anche l'occasione per la richiesta italiana di rendere piu' flessibile il fondo sociale europeo. L'obiettivo del ministro e' quello di capire ''quanto sia cogente la richiesta europea e quanto minacci di tradursi in infrazione''. Per Sacconi infatti la gradualita' attuata per il pensionamento delle dipendenti pubbliche era stata gia' trattata con convinzione da parte del governo italiano. ''E' pur vero che l'anticipo del pensionamento delle lavoratrici pubbliche non pone i problemi di disoccupazione che ci sono nel privato e quindi di assicurazione del reddito'' per le donne che dovessero perdere il lavoro e dover attendere per andare in pensione. Attualmente e' prevista un innalzamento graduale del pensionamento delle donne del pubblico impiego che portera' ad un innalzamento a 65 anni solo nel 2018.Lavoro. Parla il ministro Fornero, convinta che per voltare pagina non basti riscrivere le regole
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