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Parigi/Più di un milione di persone hanno manifestato contro la riforma delle pensioni. I francesi scendono in piazza

08-09-2010

PARIGI. Gridano vittoria i sindacati dopo che più di un milione di persone sono scese in piazza in tutta la Francia in occasione dello sciopero generale contro la riforma pensionistica, uno dei provvedimenti-chiave della presidenza di Nicolas Sarkozy, che proprio questo pomeriggio è stato formalmente presentato all'Assemblea nazionale.

L'obiettivo degli organizzatori delle manifestazioni era quello di superare la soglia dei due milioni di partecipanti totalizzati nel precedente sciopero del 24 giugno. Scommessa vinta, esultano ora i sindacati, secondo i quali hanno aderito alla protesta oltre 2,7 milioni di persone (2,735 milioni secondo la Cgt, primo sindacato di Francia). Il ministero dell'Interno parla invece di poco più di un milione di partecipanti. Secondo un sondaggio Ifop, il 70% dei francesi ha appoggiato la mobilitazione.

La riforma delle pensioni, che Sarkozy considera una "priorità assoluta" prevede, tra l'altro, di innalzare progressivamente l'età pensionabile da 60 a 62 anni entro il 2018. Un'idea che proprio non piace ai rappresentanti dei lavoratori, che oggi hanno chiesto al governo di trarre tutte le conseguenze della massiccia adesione. A simboleggiarne la portata, l'imponente corteo parigino, partito nel pomeriggio da Place de la Republique (teatro solo sabato scorso di un'altra manifestazione contro il giro di vite di Sarkozy nei confronti di nomadi e Rom), che a un certo punto si è dovuto spaccare in due enormi tronconi a causa dell'affluenza.

Per la questura sono 80.000 le persone scese in piazza nella capitale mentre per la Cgt i partecipanti sono stati più di 270.000, il doppio rispetto a giugno. Al frastuono delle vuvuzelas e di slogan contro il governo, i manifestanti hanno sfilato dietro allo striscione: "Pensioni solidali, occupazione, salari, una sfida della società". Ma non sono mancati anche slogan piu ironici. "Difendo le pensioni: perché io valgo", recitava un cartellone, in riferimento al noto slogan dell'Oreal, il gigante della cosmetica, la cui ereditiera Liliane Bettencourt, 87 anni, è sospettata di aver finanziato illegalmente la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy. Uno scandalo che vede direttamente chiamato in causa il ministro del Lavoro Eric Woerth, che proprio ieri presentava la riforma all'Assemblea nazionale.

Ironia della sorte, al corteo è stato avvistato anche il fotografo dandy Francois-Marie Banier, il noto ‘amichetto' della stessa Bettencourt, accusato dalla figlia della miliardaria di essersi fatto donare dall'anziana signora un miliardo di euro. "Trovo tutto ciò molto bello, è la vita reale della Francia, non è cio che si legge sui giornali", ha detto Banier a giornalisti di I-Tele. È "la più grande mobilitazione degli ultimi anni", ha assicurato invece Francois Chereque, responsabile del secondo sindacato di Francia (Cfdt), lanciando un duro avvertimento a Sarkozy: Se ignorerà questa "scossa", i sindacati non avranno altra soluzione che continuare" la protesta.

Ovunque nel Paese, lo sciopero ha causato disagi nel settore pubblico, a partire da scuole e trasporti. Ma oltre agli statali, lo sciopero ha coinvolto anche il settore privato. All'Assemblea nazionale, la sinistra ha puntato il dito contro un "progetto ingiusto". Intanto, Sarkozy non esclude la possibilità di trattare su alcuni aspetti secondari. Ma annuncia la linea della fermezza rispetto ai punti fondamentali della riforma,in particolare, l'innalzamento dell'età pensionabile.