La politica

Milanese sentito di nuovo dai pm. La Procura di Roma chiede i verbali del pranzo in casa dell'avvocato Fischetti

28-07-2011

ROMA. Alla fine ha scelto di rispettare la convocazione dei pm: Marco Milanese è stato nuovamente sentito, come persona informata sui fatti, in una caserma romana dai magistrati napoletani che indagano sulla P4. Un'ora di colloquio con il pubblico ministero Francesco Curcio, servito, secondo quanto si è appreso, al deputato del Pdl per chiarire ancora una volta i rapporti tra alcuni ufficiali della Guardia di Finanza e gli indagati dell'inchiesta P4. Con i magistrati, l'ex consigliere di Tremonti, avrebbe fornito ulteriori precisazioni sulla data della cena a casa del presidente dell'Adn Kronos Giuseppe Marra in cui quest'ultimo sarebbe stato incaricato dal generale Michele Adinolfi di riferire a Luigi Bisignani che i suoi telefoni erano intercettati. In particolare, per quanto riguarda le date, Milanese avrebbe ribadito che quella cena ci fu dopo l'estate 2010 mentre Adinolfi, nel confronto col parlamentare, ha sostenuto invece che fu a dicembre 2009.

Nel corso dell'interrogatorio non si è invece parlato della casa in via Campo Marzio affittata da Milanese e utilizzata, secondo l'accusa gratis, dal ministro Tremonti. Nella memoria consegnata ieri alla Camera, il deputato del Pdl ha sostenuto che il ministro contribuiva all'affitto (8.500 euro, ndr) pagando 4mila euro al mese in contanti, per un totale di 75mila euro. Sulla vicenda il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha chiesto direttamente a Tremonti di fornire la sua versione. "È questa una cosa pensabile da parte di un ministro delle Finanze e dell'Economia?".

La decisione di rispondere alla convocazione dei pm ha di conseguenza fatto slittare a domani l'audizione di Milanese davanti alla Giunta della Camera, che dovrà pronunciarsi sull'autorizzazione ad acquisire i suoi tabulati telefonici e ad autorizzare l'apertura delle cassette di sicurezza avanzata dalla procura di Napoli nell'ambito di un'altra inchiesta in cui il deputato è indagato per corruzione. Nelle cassette, secondo l'accusa, "vi è fondato motivo di ritenere possano trovarsi beni o valori di provenienza delittuosa".

I tabulati servono invece per "ricostruire i rapporti dallo stesso intrattenuti con esponenti della Gdf". Le richieste, sulle quali lo stesso Milanese non si è opposto, saranno dunque messe al voto domani mentre per quanto riguarda la richiesta di arresto "la Giunta potrebbe lavorare anche ad agosto - ha spiegato il relatore Fabio Gava - ma una eventuale decisione rimarrebbe ‘pendentè davanti ad un'Aula che non potrebbe esprimersi prima di settembre".

In attesa della decisione si è di fatto aperto un altro fronte. Il procuratore di Roma Giovanni Ferrara ha infatti chiesto a colleghi napoletani i verbali nei quali si fa riferimento al pranzo a casa dell'avvocato Luigi Fischetti, nel dicembre dell'anno scorso, al quale parteciparono il ministro Tremonti, il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e lo stesso deputato del Pdl. Secondo l'accusa, Milanese sapeva già di essere indagato e il procuratore aveva già sentito alcuni testimoni d'accusa proprio contro Milanese. Entrambi, però, hanno fornito una versione diversa: il primo sostenendo che quel pranzo fu organizzato ben 2 mesi prima, dunque quando non sapeva nulla dell'indagine a suo carico; Capaldo affermando di non aver sollecitato alcun incontro con il ministro dell'Economia e di aver accettato l'invito a pranzo ignorando la presenza di Milanese, finito comunque sotto inchiesta a Roma nel gennaio successivo nell'ambito di un risvolto dell'inchiesta del pm Paolo Ielo sugli appalti Enav.

Gli atti istruttori, insieme con la relazione sull'accaduto già consegnata da Capaldo a Ferrara, saranno poi girati alla procura generale presso la corte di appello, organo di vigilanza e di controllo presieduto da Luigi Ciampoli, ai fini di una valutazione. Se la procura generale riterrà che sussistano gli estremi per un'azione disciplinare, la documentazione sarà inviata per competenza alla procura generale presso la Corte di Cassazione. Eventuali rilievi di natura penale sarebbero, invece, di pertinenza della procura di Perugia.    

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