Dal Mondo

Iraj Pezeshkzad

Iran In Israele. Due libri contro la ostilita e per conscere il popolo iraniano

23-09-2012


TEL AVIV. Mentre i dirigenti di Israele ed Iran si scambiano invettive, moniti e minacce sempre più frequenti, questo mese nelle librerie israeliane sono spuntate le traduzioni di due importanti libri iraniani, pubblicati da editori coraggiosi decisi a fornire a chi si esprime in ebraico un'immagine non convenzionale di quel Paese. Immediato è stato dunque l'interesse per ‘Mio Zio Napoleone' di Iraj Pezeshkzad e per ‘Il Colonnello' di Mahmoud Doulatabadi: entrambi scrittori decisamente invisi al regime degli ayatollah, eppure con radici profonde nella società e nella cultura iraniana. Dunque particolarmente adatti ad invogliare il lettore israeliano a farsi un'idea più articolata dell'Iran.

"Quando gli israeliani guardano all'Iran si nota subito una ignoranza terribile. Di fronte ad una cultura di 6.000 anni tutto quello che sanno dire dell'Iran è ‘bomba atomica' e ‘Ahmadinejad': e anche il suo nome non viene pronunciato a dovere", dice all'Ansa Orly Noy, la traduttrice dei due testi.

"In Israele, è vero, non c'è ostilità verso gli iraniani come popolo. Ma la stessa riduzione dell'Iran a minaccia esistenziale comporta una disumanizzazione, ai miei occhi deleteria perchè prepara il terreno ad una guerra".

‘Mio zio Napoleone' è il libro che nel 1979 la famiglia di Noy mise in valigia prima di scappare da una Teheran ormai sconvolta da manifestazioni e da violenze rivoluzionarie khomeiniste. Si tratta di una allegra satira che per 500 pagine irride senza complimenti i rigidi codici sociali, le ipocrisie, le piccole miserie umane.  Dopo aver millantato eclatanti vittorie militari da lui conseguite da solo contro intere armate inglesi, il protagonista trascorrerà gli ultimi anni di vita prigioniero a Teheran della sua fantasia malata: ma troppo autorevole nella sua famiglia perchè possa essere riportato alla realtà.  Di taglio molto più drammatico ‘Il Colonnello' che - spiega Noy - "spezza la dicotomia semplicistica della discriminante ‘pro-Rivoluzione islamica' o ‘pro-Shah' "e racconta piuttosto quella parte nobile della società iraniana che alla fine degli anni Settanta cercò di forgiare una società giusta ed umana, per uscirne poi sconfitta.

Orly Noy è approdata a queste traduzioni dal Farsi dopo aver preso parte attiva in Israele a lotte contro "la repressione culturale degli ebrei orientali". Riprendere in mano i vecchi libri di famiglia e tornare ad ascoltare la musica iraniana è stata per lei una presa di coscienza.

La Bbc ha già mandato in onda un servizio in lingua Farsi sulle sue attività letterarie in Israele. "È una stazione piuttosto seguita in Iran - dice - sono certa che in molti l'avranno notato".

E anche questo cerca di proporsi come un dialogo a distanza fra i due popoli.

 

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