I consigli di Laura

I giovani si lamentano troppo invece di lottare per i propri sogni

09-05-2016

 

 

Cara Laura,

in questi ultimi anni non facciamo che sentire che il mercato del lavoro è saturo, che non ci sono più opportunità e che se non conosci nessuno che ti possa introdurre è praticamente inutile anche studiare. A dire il vero io non sono d'accordo con queste teorie. Ho due figli che hanno praticamente la stessa età, 28 e 26 anni, che nella loro vita non fanno che lamentarsi e essere gelosi di chi riesce a ritagliarsi un posto nel mondo. Io non sopporto i loro comportamenti remissivi, privi di attivismo e passivi. Loro in particolare hanno un amico, di cui io conosco molto bene la famiglia, che da solo con molta fatica è riuscito a realizzare i suoi sogni. 

 Per molti anni ha lavorato praticamente gratis, facendo gavetta, seguendo e studiando quelli che erano i suoi modelli. E per mantenersi mentre seguiva questa strada si inventava piccoli lavoretti come organizzatore d'eventi, andava in giro a prendere contatti e farsi conoscere, senza avere nessuna sicurezza in merito a quello che stava facendo. Seguiva semplicemente i suoi sogni, nella speranza che prima o poi qualcosa cambiasse. Mi diceva che lo faceva per non vivere di rimpianti. Poi è arrivata una piccola svolta, si è trovato al momento giusto nel posto giusto. E ora una azienda gli ha fatto un contratto per molti anni.

 I miei figli invece stanno ancora a casa a lamentarsi del fatto che ormai per le persone che non hanno raccomandazioni non c'è più posto. Sbagliato.

Sto scrivendo questa lettera non per avere un consiglio, ma per dare un messaggio ai ragazzi: non mollate prima di aver almeno provato. Nel mondo c'è spazio per tutti... bussate alle porte e fate valere le vostre capacità. Spero pubblicherà questa mia. Saluti cari,

Una lettrice

Cara amica, 

l'accontento subito e con estremo piacere.

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,

475 Walnut Street, Norwood, N.J., 07648

 

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