La politica

Salvini. Se Meloni è fuori sceglierebbe la Raggi

15-05-2016

 

ROMA. Matteo Salvini afferma di preferire M5S nel ballottaggio delle comunali a Roma, nel caso che la sua candidata Giorgia Meloni non ci arrivi. E subito Roberto Giachetti ne approfitta per ribadire di essere "l'unico candidato alternativo del centrosinistra" nella capitale. Alternativo alle destre, tra le quali annovera anche Virginia Raggi. 

Nella ricerca del voto di sinistra orfano di Stefano Fassina - bocciato dal Tar e che spera oggi nel Consiglio di Stato - l'uomo del Pd punta sulla spaccatura che si allarga tra Si e Sel, dopo il pasticcio delle liste senza date escluse dalle elezioni. Risentimenti e malumori tra i ‘compagni' crescono. "I sondaggi dicono che al ballottaggio andrà la Meloni con la Raggi - dice il leader della Lega -. Se Giorgia non ci arrivasse io non voterei mai un candidato del Pd perché il problema dell'Italia è il chiacchierone Renzi, io un uomo del Pd non lo voto nemmeno sotto tortura per cui al ballottaggio Giachetti-Raggi voterei la Raggi". 

Il renziano commenta: "Prendo atto che i candidati di destra, Meloni con Salvini, Marchini e Raggi, tutto sommato troveranno un accordo per il ballottaggio. Io rimarrò l'unico candidato alternativo del centrosinistra". In un'intervista Giachetti esorta Sel a "liberarsi dell'antirenzismo". E spiega: "Guardiamo alla Regione Lazio: lì si governa bene (Pd e Sel assieme, ndr), Roma merita lo stesso". Giachetti poi scherza sui social durante la diretta della sua partecipazione alla gara podistica benefica ‘Race for the cure' a Roma: "No, non ho inseguito Fassina, anche perché lui corre più veloce di me". 

Anche il ‘candidato precario' (ipse dixit) é un appassionato di jogging. Ma ora corre lontano sia da Giachetti che dai suoi (ex) compagni di avventura. La vicenda delle liste "sono state una sofferenza", dice Fassina, e spara la bordata: "Abbiamo affrontato la sfida a mani nude, con una parte fondamentale del gruppo dirigente impegnata su un progetto diverso". Quelli di Sel che guardano al Pd, insomma. 

"Le parole di Stefano Fassina sono offensive nei confronti della comunità umana e politica di Sel - risponde l'ex capogruppo Sel in Campidoglio Gianluca Peciola -. Una comunità che ha espresso molta generosità nei suoi riguardi e nei confronti dei compagni usciti solo pochi mesi fa dal Partito Democratico", cioè quelli di Sinistra Italiana (SI). Critiche anche da lì a Fassina. "Le sue uscite di queste ore sono sbagliate nella forme, nel contenuto e persino nei tempi", così il Comitato dei 100 per la Costituente di Sinistra Italiana, secondo il quale bisogna "interloquire con il disagio degli elettori del Pd" e Sel é "indispensabile". 

Tra quelli che temono un travaso di voti verso Giachetti e/o M5S c'é Meloni che ripete la richiesta "al governo Renzi di consentire alle liste escluse per errori materiali di avere la possibilità di integrare la documentazione ed essere riammesse". "Non é giusto escludere Fassina", dice la candidata.

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