Dal Mondo

Migranti. La Grecia sgombera Idomeni

25-05-2016

 

ROMA. E' da mesi uno dei simboli più drammatici della crisi migratoria che schiaccia la Grecia, con le immagini dei migranti - in mezzo al fango, sotto la pioggia, ammassati contro la rete di confine eretta in marzo dalla Macedonia, oppure avvolti dal fumo dei lacrimogeni - che hanno fatto il giro del mondo. Ma da oggi la tendopoli spontanea di Idomeni, sorta sul confine sbarrato macedone che preclude ai fuggiaschi l'arrivo in Nord Europa, potrebbe avere i giorni contati. 

Il governo di Atene ha infatti dato il via allo sgombero di Idomeni, con un imponente apparato di sicurezza e decine di bus che nella sola giornata di ieri hanno ricollocato oltre 1.500 immigrati. 

Al suo momento di massima espansione il campo contava circa 15.000 persone, mentre ora ce ne sono ‘solo' 8.000, e il governo ellenico, attraverso Giorgos Kyritsis, portavoce per le questioni legate ai migranti, ha spiegato che le operazioni di trasferimento dovrebbero ultimarsi entro una settimana. Sin dall'alba 32 pullman hanno iniziato a portar via le persone - soprattutto verso ex capannoni industriali nella zona di Salonicco. 

Attorno, migliaia di poliziotti chiudevano le strade di accesso alla zona, tenendo quasi tutta la stampa a circa 6 km dal campo. Non sono stati segnalati incidenti, finora, e le autorità hanno promesso di non usare la forza. A Idomeni nei lunghi mesi dell'attesa ci sono state proteste e forti tensioni, nonché alcuni casi di violenza. I migranti, che vengono soprattutto da Siria, Iraq e Afghanistan, sono esasperati dall'impossibilità di imboccare la ‘via dei Balcani' che fino a qualche mese fa portava all'asilo in paesi come Germania, Austria o Svezia. Ora prevale la rassegnazione. Come nel caso di Rezan, siriano, che alla Bbc ha detto che non voleva andarsene, nonostante le condizioni in cui viveva. 

"Ho preparato la borse. Se non useranno la forza, resterò. Ma se la useranno, me ne andrò, perché sono scappato dalla Siria proprio perché non voglio combattere contro nessuno". Le ong - dalla Croce Rossa a Medici Senza Frontiere - che da mesi assistono insieme alle autorità greche i migranti hanno confermato che non ci sono state particolari tensioni e hanno auspicato che l'operazione continui così. Le ruspe hanno provveduto a rimuovere le tende abbandonate. In tutto il Paese sono transitati un milione di migranti in un anno, ed attualmente circa 54.000 sono in attesa di conoscere il proprio destino. La massima preoccupazione delle organizzazioni umanitarie è rappresentata dai moltissimi bambini che hanno popolato Idomeni in questi mesi. 

Per Amy Frost, responsabile della risposta alla crisi dei rifugiati in Grecia di Save the Children, "molti bambini, specialmente quelli soli, hanno già subito abbastanza traumi nel loro Paese, lungo la rotta o nelle strutture di transito carenti dei servizi di base in cui hanno alloggiato per settimane. Ulteriori ricollocamenti in campi formali devono essere gestiti con sensibilità per assicurarsi che il processo non aggiunga altri traumi".

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