Dal Mondo

Jo Cox, deputata labour uccisa, era minacciata da mesi

17-06-2016

Si macchia di sangue la campagna referendaria in vista del voto della Gran Bretagna sull'Ue. Jo Cox, deputata emergente del Labour impegnata contro la Brexit e per i diritti dei migranti, è stata aggredita e uccisa selvaggiamente per strada da un uomo che ha infierito su di lei con un coltello e l'ha poi finita senza pietà con tre colpi di pistola.

 Si macchia di sangue la campagna referendaria in vista del voto della Gran Bretagna sull'Ue. Jo Cox, deputata emergente del Labour impegnata contro la Brexit e per i diritti dei migranti, è stata aggredita e uccisa selvaggiamente per strada da un uomo che ha infierito su di lei con un coltello e l'ha poi finita senza pietà con tre colpi di pistola. Un gesto di violenza bruta che ferma il circo elettorale, fa saltare il banco delle previsioni e potrebbe determinare il risultato delle urne di qui a una settimana. Lo scempio è avvenuto a Birstall, vicino a Leeds, nello Yorkshire, cuore - talora nero - dell'Inghilterra profonda.

La deputata aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Ma nonostante questo, sottolinea il Times, la revisione delle misure di protezione da parte della polizia era ancora in corso.

Secondo un testimone l'agguato è stato annunciato da un grido belluino: niente 'Allah Akhbar' ma un 'patriottico' "Britain first" (la Gran Bretagna prima di tutto) urlato a quanto pare dall'assassino. L'uomo arrestato, Tommy Mair, 52 anni, bianco, è originario di Batley. E' un solitario e viveva appartato. 

Sull'uomo arrestato spuntano ombre: si sospetta un legame con il gruppo suprematista bianco Springbok Club, visceralmente ostile all'Europa e simpatizzante del vecchio apartheid sudafricano. Mair è nel database della rivista online da 10 anni. L'Independent riprende poi dagli Usa la denuncia del Southern Poverty Law Centre, un'associazione per i diritti civili, secondo la quale Mair avrebbe comprato anni fa un manuale sulla fabbricazione di armi da un sito della National Alliance, organizzazione neonazista e suprematista americana. Mair avrebbe pagato 670 dollari. Risulta anche l'acquisto fra il 1998 e il 2003 di volumi sulla realizzazione di esplosivi, bottiglie incendiarie e armamenti vari, con tanto di ricevuta intestata a un indirizzo di Batley: il comune del West Yorkshire in cui il presunto killer risiede e che fa parte del collegio elettorale di Jo Cox.

Il racconto di chi ha assistito alla scena è quello di un agguato. Jo Cox, 42 anni non ancora compiuti, moglie di Brendan, madre di due figli piccoli, ex attivista di Oxfam e beniamina del Labour in prima fila nel sostegno a un'azione internazionale per far finire la guerra in Siria come nella lotta alle nuove schiavitù e per l'apertura dei confini britannici ai profughi (in testa i piccoli siriani), è stata attaccata di fronte alla biblioteca di Birstall, dove secondo la tradizione britannica aveva in programma l'incontro settimanale con gli elettori del suo collegio. 

"Una tragedia per il Paese" le ha reso omaggio per primo, da avversario politico, ma alleato sul fronte referendario, il premier conservatore David Cameron. Poi è stata una sequela di messaggi nel mondo: dal leader laburista Jeremy Corbyn a esponenti stranieri. Il partitino Britain First, parafascista - islamofobo, suprematista e visceralmente anti-immigrazione, ha preso le distanze.

L'impatto sul referendum del 23 giugno è tuttavia innegabile. La piattaforma Vote Leave - al cui interno erano state già denunciate infiltrazioni d'estrema destra - è stata la prima a sospendere la campagna, per decisione di Boris Johnson. Poi è stata la volta di Remain. Restano ora da misurare gli effetti esatti dell'accaduto su un panorama politico segnato negli ultimi giorni da un'ascesa apparentemente irresistibile dei 'brexiter' nei sondaggi.

 

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